NOTIZIE

preziose per chi, arrivando da lontano, voglia ficcare il naso negli affari, passati, dei sandamianesi.

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allo stesso modo preziose per chi San Damiano crede di conoscerla perché ci è nato e cresciuto ma in realtà non ha mai camminato a ritroso nel tempo, alla ricerca delle proprie radici.

E infine, NOTIZIE PREZIOSE

semplicemente. Perché custodiscono e tramandano una storia dando vita alla memoria.
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LA STORIA

Dominazione romana e barbarica

Nel IV e III secolo a.C i Romani, dopo aver soppiantato gli Etruschi, vennero a contatto con le genti Liguri e ridussero a colonia l’attuale territorio del Piemonte e della Liguria. Il lungo periodo di dominazione romana lasciò molte tracce e mise la popolazione di questi territori a stretto contatto con la capitale, tant’è vero che nel 192 a.C venne proclamato Imperatore un cittadino nativo di Alba, Publio Elvio Pertinace.

Alla dominazione romana fece seguito anche nelle nostre terre quella barbarica portando con sé scorrerie di predoni, epidemie, carestie, miseria e continue guerre fra i Longobardi e i Celti Franchi che costrinsero le popolazioni a rifugiarsi nelle città o nelle selve meno accessibili sulle colline. Con ogni probabilità sorsero a quell’epoca nuovi insediamenti che presero subito le fattezze di piccoli borghi, come Lavege, Gorzano, Marcellengo, Castelletto, protetti dalla fitta selva di Blesio. Questi borghi col tempo divennero sempre più importanti entrando a far parte in seguito del grande comune di Astixio, alleato di Alba.

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Antefatti alla fondazione di San Damiano

Nel XII secolo tutto il territorio di San Damiano era compreso nell’antico comune di Astixio, molto più esteso di quello di Asti e suo rivale. In una nota del Regestum Comunis Albae sono citati solo i nomi di Gorzanum, Castellionum e Marcellengum come appartenenti al comune di Astixio poichè tutto il rimanente territorio che comprendeva, tra le altre, le località di Lavezzole, Lavege, San Giulio e San Pietro rientrava nelle tre località nominate.

Il timore per l’ingrandirsi e il rafforzarsi di Asti spinse i castellani di Astixio ad aderire ad un’alleanza preesistente capeggiata da Alba, fatto che spinse la città di Asti ad intensificare la propria politica di espansione.

Verso la metà del 1200 comparve sulla scena piemontese Carlo d’Angiò, conte di Provenza, al quale intorno al 1262 Papa Urbano IV concesse l’investitura del Regno di Napoli e della Sicilia. Con l’obiettivo di aprirsi un transito sicuro verso Sud il conte e fratello del re di Francia causò lo scoppio della guerra tra Angioini, Alba e Astixio da un lato e la città di Asti con altri comuni dall’altro che si erano uniti per ostacolarlo. Roccavione è il nome della località in cui si combattè la battaglia decisiva che portò gli Astesi a sbaragliare i Provenzali angioini e che decretò contemporaneamente la fine di Astixio: i Garreti di Lavezzole, i Barrachi di Castelnuovo e i signori di Gorzano, tutti imparentati tra loro, videro distrutti i loro castelli e furono costretti a consegnare i loro uomini per fondare la villa nova del Sancti Damiani Oppidum  nel luogo dove già si trovava la chiesetta di San Damiano che dava il nome ad un piccolo borgo. Era il 1275.

ANNO FONDAZIONE SAN DAMIANO: 1275 a.C.

San Damiano nel XIV secolo: la Signoria Astese, i Marchesi del Monferrato e i Visconti di Milano

A partire dal XIV secolo la storia del nostro paese si intrecciò strettamente con quella di Asti seguendone le alterne vicende e passando di volta in volta sotto il controllo di diverse protezioni e Signorie.

In un primo momento il territorio di San Damiano fu soggetto alla Signoria Astese pur mantenendo un proprio governo, un podestà, un sindaco, un consiglio e i suoi statuti. Passando i decenni e susseguendosi eventi bellici, trattati e convenzioni sia il nostro paese che la città di Asti si sottomisero dapprima al dominio dei Marchesi del Monferrato e in seguito ai Visconti di Milano. Fu solo a partire dal 1377 che i loro destini, intrecciati fino a quel momento, si divaricarono: mentre gli Astesi rimasero sotto il controllo della Signoria di Gian Galeazzo Visconti, il Sancti Damiani Oppidum tornava ai Marchesi del Monferrato che dalla fine del XIV secolo fino all’inizio di quello successivo furono impegnati a difendere il loro territorio da un ramo dell’antica Casa Savoia, i Principi d’Acaia.

San Damiano nel XV secolo: i Marchesi del Monferrato, Casa Savoia e i Visconti di Milano

Dopo decenni di ostilità tra i Principi d’Acaia e i Marchesi del Monferrato nel 1411 venne firmata la pace che diede finalmente inizio ad un periodo di relativo benessere.

Non si trattò tuttavia di una tregua duratura in quanto i Marchesi del Monferrato trascinarono anche San Damiano in una guerra contro il Duca di Milano Filippo Maria Visconti, personaggio noto per la sua perfidia. Grazie all’alleanza con il Duca di Savoia nel 1434 le ostilità ebbero fine e il nostro paese si preparò a vivere un’epoca di serenità e tranquillità che sarebbe durata fino all’inizio del XVI secolo.

San Damiano nel XVI secolo: il passaggio ai Gonzaga e l’assedio dei francesi

Nel 1533 con la morte del marchese Bonifacio IV e dello zio Giovanni Giorgio, venendo a mancare una qualsiasi discendenza maschile, si estingueva il ramo della dinastia dei Paleologi che si era sviluppato nel Monferrato a partire dal 1305: l’imperatore Carlo V affidò allora il marchesato a Federico II Gonzaga che precedentemente aveva sposato due sorelle appartenenti alla casata del Monferrato. 

Nella prima metà del XVI secolo il territorio di San Damiano si trovò coinvolto nella guerra tra l’Imperatore di Spagna Carlo V e il re di Francia Francesco I che aveva invaso la Savoia: i francesi assediarono e presidiarono il comune a più riprese fino alla pace di Cateau Cambrésis del 1559 che decretò la definitiva cessione del marchesato ai Gonzaga ai quali restò fino alla fine del secolo.

San Damiano nel XVII secolo: guerre tra i Gonzaga e Casa Savoia

Durante la prima metà del XVII secolo le terre del Monferrato furono nuovamente sconvolte da una guerra tra i Gonzaga e i Savoia che, nella figura del Duca Carlo Emanuele I di Savoia, mal sopportavano l’ingerenza dei signori di Mantova. Anche il territorio di San Damiano fu coinvolto in atti di violenza che culminarono nell’anno 1617 quando un esercito franco-piemontese riuscì ad entrare nel paese dandosi al saccheggio: solo la pace di Cherasco del 6 aprile del 1631 consegnò definitivamente il territorio nelle mani dei Savoia.

25 luglio 1633

San Damiano nel XVIII secolo al tempo della Rivoluzione Francese

Dal passaggio sotto Casa Savoia nel 1631 fino alla Rivoluzione Francese il territorio di San Damiano non fu più coinvolto in avvenimenti politici di particolare importanza. Venne fatta cadere la fortezza, furono smantellate le mura e il paese non ebbe più un suo presidio né vere occupazioni di soldati.

Sul finire del XVIII secolo la Rivoluzione Francese andava propagando le sue idee di libertà e di rivolta contro i sovrani e nei maggiori comuni la polizia perseguitava quei cittadini considerati dei fautori di novità, giacobini e amici dei francesi.

Sull’esempio di Asti, anche a San Damiano nel 1797 alcuni cittadini cercarono di sollevare il popolo inneggiando alla costituzione della Repubblica ma il tentativo fallì poiché la nostra popolazione non era ancora pronta a fronteggiare eventi di tale portata. Molte furono le reazioni, i processi, le condanne e le esecuzioni e numerosi cittadini si ritrovarono con le spalle al muro e costretti a fuggire in parte in Francia e in parte nel Genovese e in Lombardia diventate nel frattempo Repubbliche Ligure e Cisalpina. Sono questi anche gli ultimi colpi di coda della vecchia monarchia assoluta: il Re, stretto da un lato dagli insidiosi governi della Repubblica Cisalpina e Ligure e dall’altro dalla Francia che cercavano un pretesto per dichiarargli guerra, fu costretto a prendere la via dell’esilio e a partire per la Sardegna. Era il 19 dicembre del 1798.

Il 14 gennaio 1799 fu costituita la Municipalità di San Damiano: il paese e i territori circostanti si preparavano a vivere anni di grandi incertezze causate dalla perfidia dei francesi che requisivano, spogliavano e depredavano e dalla discesa degli austro-russi.

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6 settembre 1801

San Damiano al tempo della Restaurazione sotto il Governo Assoluto

Con la caduta di Napoleone e il ritorno dei Principi di Savoia venne instaurato il Governo Assoluto che dalla Restaurazione fino al Regno di Carlo Alberto cancellò tutto ciò che di positivo era stato introdotto nelle leggi e nelle istituzioni fino a quel momento. Se a partire dal 1821 tutto il Piemonte venne sconvolto dallo scoppio dei moti carbonari per ottenere dal sovrano la Costituzione, San Damiano non fu coinvolto in avvenimenti di portata notevole né dal punto di vista politico che da quello civile.

Si può ricordare un fatto curioso che contribuì a rompere l’uniformità della vita del paese: in occasione della Fiera di Ognissanti nell’autunno del 1814 la Regina Maria Cristina, vedova del Re Carlo Felice, fece visita al comune. La Regina entrò attraverso la porta Sotera, quella verso Asti, dove l’attendevano tutte le autorità e un drappello di Cavalleria, percorse a piedi la via Maestra tra il suono della Banda Militare e alle soglie del Palazzo Carlevaris venne ricevuta dal Conte e della Contessa.

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